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Prima Pagina Universit di Sassari

Roberto Sirigu

L’archeologo come interpretante
24 marzo 2010, ore 10.30/13.00
Asilo Sella, aula magna piano terra
Lungomare Garibaldi, Alghero

Considerazioni sull’agire archeologico come performance interpretativa

Per favorire una sempre più auspicabile operazione trasversale di coordinamento didattico e culturale tra alcune delle materie di taglio “antichistico” inserite nei vari Blocchi del I anno dei Corsi di Studio di Architettura e di Urbanistica, si propone una lezione-discussione, inserita nel quadro del IV Blocco didattico di Architettura ma, in realtà, aperta a tutti gli studenti e dedicata anche ai laureandi con Tesi di taglio storico-archeologico, ai dottorandi della Scuola e a tutti coloro che, nella nostra o in altre Facoltà (e anche fuori dell’Università), siano interessati all’argomento.

[…] ogni ricerca nelle scienze umane – e quindi anche la presente riflessione sul metodo – dovrebbe implicare una cautela archeologica, cioè regredire nel proprio percorso fino al punto in cui qualcosa è rimasto oscuro e non tematizzato. Solo un pensiero che non nasconde il proprio non-detto, ma incessantemente lo riprende e lo svolge può, eventualmente, pretendere all’originalità (G. Agamben).

Se si condivide il pensiero di Agamben, sembrerebbe necessario praticare un’archeologia (anche) del sapere archeologico, che corra parallela alla pratica della ricerca sul campo per renderla più solida dal punto di vista teorico, metodologico e anche, appunto, pratico. Una “archeologia dell’archeologia” che deve necessariamente fare i conti con il linguaggio archeologico, inteso come soglia terminologica e concettuale attraversando la quale accediamo alla conoscenza archeologica della realtà materiale. Nessuna parola scelta dall’archeologo per descrivere se stesso, la propria attività e l’oggetto delle proprie ricerche può quindi essere intesa come neutrale rispetto alla realtà che designa. A partire da questi presupposti, si prova a sottoporre al “regresso archeologico” postulato da Agamben la parola “interpretazione”, per mettere in luce il non-detto che in essa si cela, anche (o soprattutto) al fine di disinnescarne i possibili effetti retorici subliminali.

Dopo la lezione discuteranno (vivacemente) insieme a Roberto Sirigu tre archeologi: Marco Rendeli(Facoltà di Lettere), Marco Milanese e Giovanni Azzena (Facoltà di Architettura); e un epistemologo, Fabio Bacchini (Facoltà di Architettura), al quale è anche affidato il compito di coordinare, moderare e indirizzzare la discussione.

Roberto Sirigu (Cagliari, 1965) è (senza ombra di dubbio?) un archeologo: laureato in Lettere a Roma (Università di Roma - Tor Vergata) con una Tesi in “Metodologia della ricerca archeologica”, specializzato in Preistoria e Protostoria (Università di Cagliari), dottore di Ricerca in Archeologia (Università di Perugia). Da oltre vent’anni svolge attività di ricerca sul campo in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica per le Province di Cagliari e Oristano e con varie Università italiane. Ha curato il progetto scientifico di allestimento di alcuni musei sardi come, ad esempio, Casa Zapata a Barumini e svolge attività didattica nel settore della formazione degli operatori museali. I suoi interessi di ricerca sono prevalentemente rivolti ad indagare i presupposti epistemologici dell’indagine archeologica e a mettere nella dovuta evidenza l’intima connessione intercorrente tra archeologia e semiotica. Tra le pubblicazioni, sono particolarmente inerenti al tema trattato: Archeologia come “semiotica della realtà materiale” (2002); Archeologia moderna: scienza normale o scienza straordinaria? (2004); Una lettura dell’ipertesto museale: la ‘morte povera’ in età romana (2004); L’interpretazione archeologica del dato materiale come semiosi (2005); I reperti come segni del passato. Riflessioni sul rapporto tra archeologia
e semiotica (2006); Archeologia e linguaggio.
Una riflessione (2006);I gruppi scultorei di Sperlonga. Un’analisi testuale (2007); L’agire archeologico nello spazio urbano. Considerazioni sull’indagine archeologica come pratica discorsiva (2008); Archeologia preistorica e protostorica
in Sardegna. Introduzione allo studio (CUEC, 2009).

File allegati

sirigu ( SIRIGU.pdf 308.52 KB )