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Prima Pagina Universit di Sassari

Antonio Labalestra

Il tutto è più della somma delle sue parti...
25 febbraio 2010, ore 16:00
Orfanotrofio, Aula primo piano
Via Principe Umberto, Alghero

Corso di Rappresentazione e Progetto
Blocco didattico " Progetto e Interno"

L’incontro con l’architetto Antonio Labalestra propone alcune riflessioni sul tema della persistenza della memoria all’interno del processo della composizione architettonica contemporanea. A partire dalla costruzione di parti, di “pezzi di città” come li aveva definiti Ezio Bonfanti, esegeta di Aldo Rossi, in un memorabile articolo di “Controspazio”, si affronterà il tema del ricorso alla storia come materiale preformato del comporre. Aldo Rossi e Carlo Aymonino, più di altri in questo senso hanno saputo indagare i limiti di tale pratica, riprendendo magistralmente i temi di Saverio Muratori sul rapporto tra forma della città e tipologia e affrontandoli in alcuni libri straordinari: Il territorio dell’architettura di Gregotti, L’architettura della città di Rossi, Origine e sviluppo della città moderna di Aymonino. Un crogiuolo di studi che attraversa obliquamente gran parte della ricerca architettonica del Novecento conducendo ad una forma di “utopia urbana” - come avrebbe detto Manfredo Tafuri - una Forma Urbis che piranesianamente rimanda al tema della complicazione formale e ad una critica sistematica del linguaggio operata attraverso la pratica continua della distorsione semantica. Il più grosso risultato di queste speculazioni teoriche è quello di aver allargato a parti formalmente compiute la funzione di elementi ordinatori dello sviluppo del progetto contemporaneo e l’aver considerato le «parti» come elementi dialettici fondamentali, nel lo­ro rapporto di differenziazione e nelle loro variazioni. Se per certi versi però in questo modo si sono rivelate relazioni più complesse, rispetto ad esempio al rapporto individuato da Rossi tra Monumento e Intorno, o da Quaroni, tra Emergenza e Tessuto, si è riuscito ad orientarsi verso territori in cui gli elementi del comporre diventavano momenti di ricucitura di un tal grado di complessità da rendere difficoltosa ogni relazione tra loro. All’Hortus conclusus predisposto dalla storia, dirompente nel suo imporsi al contesto circostante e nel denunciare il proprio modo di strutturarsi si contrappone, dunque, il frammento che sembra farsi elemento centrale, pur rimanendo perentorio ed essenziale, rispetto alla composizione del progetto. Ed è questa risposta ad ogni velleitaria «modernità», questo ri­fugiarsi entro pochi elementi rassicuranti, entro una ri­costruita cittadella fortificata a ricollocare oggi, il tema della progettazione, in ambiti più consoni ad repertorio linguistico condivisibile. Nonostante l'interesse per il significato, l'ambito fisico entro cui risulta ancora possibile un'analisi morfologica della storia è direttamente proporzionale alla possibilità di riconoscere tra le parti pos­sibili rapporti capaci di far intravedere un limite del progetto.

Antonio Labalestra, architetto e storico dell'architettura. Svolge attività didattica nei corsi di Storia dell'architettura e di Storia dell'arte contemporanea per le Facoltà di Ingegneria e di Architettura del Politecnico di Bari presso cui ha organizzato, coordinato e curato seminari, cicli di lezioni, rassegne cinematografiche ed eventi espositivi. All'attività divulgativa esercitata attraverso interventi, incontri pubblici e convegni, associa un'intensa attività editoriale. E' autore di saggi, articoli e recensioni dedicati principalmente al rapporto tra arte e architettura e tra storia, teoria e progetto, con pubblicazioni autonome, cataloghi e su riviste italiane di settore.


File allegati

labalestra_25feb ( lezioneComposizione.pdf 1.72 MB )