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Architettura ad Alghero al primo posto in Italia: un ringraziamento e un impegno

di Giovanni Maciocco, Preside della Facoltà

Il risultato ottenuto dalla Facoltà di Architettura di Alghero dell’Università di Sassari nella classifica elaborata dal CENSIS per il quotidiano La Repubblica è per noi motivo di soddisfazione e crediamo sia molto importante per il nostro ateneo, la nostra città, il nord Sardegna e la regione tutta.

Al primo anno in cui appare in classifica (per elaborare gli indicatori devono essere passati i cinque anni di laurea più due) la nostra Facoltà, con i suoi tre corsi di Laurea di Architettura, Pianificazione e Design, risulta la prima in assoluto in Italia.
Le ragioni di questo successo sono dovute a un impegno costante (e inconsueto nelle Università italiane) verso la qualità dell’insegnamento, come è confermato dai risultati nelle categorie “didattica” e “produttività”, che premiano la regolarità nel percorso di studi degli studenti, in termini di tempi e numero di crediti, ma anche dall’attenzione, che va potenziata, ai “rapporti internazionali” e alla “ricerca”: ad esempio già da oggi una percentuale importante degli studenti (anche oltre il 50% di alcuni corsi) parte in Erasmus, sia per seguire lezioni e laboratori che per i tirocini.

Si tratta di un successo tanto più importante in quanto particolarmente difficile: una Facoltà tutta nuova, “gemmata” (l’unica della Sardegna a non stare a Cagliari o Sassari), con un numero ristretto di docenti, alloggiata in spazi che seppure importanti erano insufficienti per le sue necessità, con strutture interamente da costruire ex-novo (a partire dalla biblioteca), con risorse finanziarie sempre incerte e periclitanti, collocata in un’area economicamente debole e in una città piccola, anche se molto bella.
Questo risultato ci riempie di speranza e può essere occasione di crescita culturale e di sviluppo per tutto il nostro territorio.
In sostanza questo successo dimostra che è possibile contrastare, se si vuole e ci si ragiona, le tendenze “naturali” e che si possono innescare processi virtuosi che coinvolgano in modo diversificato molti “attori” del territorio; per questa ragione il “decentramento” universitario ha senso solo se – come è stato il nostro caso – trasferisce un’intera Facoltà o comunque un percorso di studi completo, un trasferimento che coinvolga didattica e ricerca e che possa interagire con il contesto territoriale; la nostra scelta di stare “in città” non solo è coerente con la tradizione delle Università europee, ma è stata essenziale per la crescita della nostra Facoltà e per lo sviluppo di un insieme di servizi urbani che contribuiscono al miglioramento complessivo della città.
Gli amministratori e la comunità algherese hanno sempre appoggiato e accompagnato la nostra impresa, rappresentando un contributo essenziale alla sua riuscita e mettendo a disposizione spazi prestigiosi; l’Università di Sassari ha sostenuto la nascita e la crescita della Facoltà con attenzione e disponibilità, la Regione Autonoma della Sardegna non ha mai fatto venir meno il suo appoggio finanziario.

Un risultato che dobbiamo alle nostre studentesse e ai nostri studenti, che spesso hanno affrontato disagi e difficoltà, ma hanno mostrato la capacità e la voglia di impegnarsi e riuscire; al nostro corpo docente, nel suo insieme di grande qualità e sensibile all’interesse comune, anche in condizioni logistiche e organizzative difficili; ai nostri collaboratori tecnici e amministrativi, che pur essendo quasi tutti precari, si sono sentiti parte di un’impresa collettiva e hanno lavorato con passione e intelligenza; ai nostri tutores, giovani professionisti e ricercatori di qualità, interfaccia costante e intelligente con gli studenti; ai colleghi professori a contratto, spesso prestigiosi docenti, architetti, urbanisti, paesaggisti e designer di tutto il mondo che sono stati con noi soprattutto perché “gli piaceva”; alla comunità algherese e agli amministratori che hanno da sempre appoggiato e accompagnato la nostra impresa. Un contributo essenziale è stato quello dei nostri partner, nazionali e internazionali, per gli Erasmus, i tirocini, le Scuole estive, le attività culturali e di ricerca, i titoli congiunti: vogliamo ringraziarli in modo particolare; senza di loro non avremmo potuto costruire una Scuola con una dimensione internazionale.

Un risultato che parte dalla convinzione che una buona scuola pubblica è possibile, ma occorre investire nella didattica, costruire un rapporto forte con il territorio e nello stesso tempo realizzare un ambiente internazionale, seguire il percorso formativo di ciascuno studente, legare didattica e ricerca, imparare da chi è più bravo di noi, mettere in discussione i vecchi modi di insegnare, aprirsi alla collaborazione con il mondo esterno, costruire una vera comunità di apprendimento.
È bene tuttavia che questo risultato ci renda consapevoli dei problemi e delle difficoltà: dal problema del precariato, alla questione degli spazi, alle risorse finanziarie, alle strutture per la ricerca, ai servizi per gli studenti e gli ospiti (a partire dagli alloggi), alla gestione e al coordinamento delle attività culturali, ai problemi di accessibilità e mobilità.
Credo che tutti insieme, la comunità di apprendimento di Architettura, la comunità dell’Università di Sassari, la comunità algherese e della Provincia di Sassari, si debba discutere e lavorare.