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Rassegna "Tempo d'arte in città", III atto - Mostra "Spazi di Utopia"

Circolo dei marinai
Piazza Civica, Alghero
INIZIATIVA “MONUMENTI APERTI”
rassegna di giovane arte contemporanea
TEMPO D’ARTE IN CITTÀ: 3 ATTI
Terzo atto///16-26 maggio e 5/15 giugno 2009
Spazi di Utopia

a cura di Mariolina Cosseddu

Le stanze dismesse dell’ex circolo dei marinai d’Italia accolgono,
nella nuova edizione del progetto “Tempo d’arte in città”, giovani artisti in colloquio con quegli ambienti e in organica relazione reciproca.
Loro intercettano, di quello spazio, la dimensione utopica e immaginifica e propongono un progetto scandito in tre momenti ma risolto in inaspettata contaminazione senza che nessuno perda la propria autonomia.

Il vuoto, quello intimo e indicibile, può inopinatamente superare i confini e insinuarsi in una tranquilla serata sul divano di casa: Irene Balia, con grazia seduttiva, ne indaga, nell’annullamento della forma e delle certezze, l’annichilita sorpresa, il doloroso spiazzamento, la perdita di una garanzia. Anche con qualcuno seduto accanto.

Gli acquerelli di Valentina Daga raccontano rarefatte atmosfere liriche, paesaggi onirici e visionari che si tingono di malinconiche evocazioni sospese tra i dati della realtà e l’astrazione dei segni. La leggerezza
del tocco, l’essenzialità compositiva, la morbidezza dei toni azzerati dicono intimità appena svelate, emozionalità in transito.

Silvia Mei riflette, interroga, rielabora, gioca, dissacra e consacra un’icona intoccabile come la “dama con ermellino”: l’unicità dell’opera approda alla sua molteplicità, all’infinita iterazione che solo un capolavoro può consentire. Nessuna affinità con “Giovannona”, figura icastica di dama altezzosa e sofisticata detta con crudele contemporaneità.

Carlo Spiga, in collaborazione con Giusy Sanna, trasforma neutre superfici in vetrate multicolori di ispirazione gotica insistendo su un duplice versante: delineare un ambiente intimo e meditativo che gli stick adesivi
e trasparenti trasfigurano in suggestive luminosità e, al contempo, creare una personale mitologia di segni e simboli di luoghi visti e archiviati
in una mappa della memoria.

I lavori sono allestiti insieme a quelli già in mostra di Paolo Carta,
Cristina Meloni, Stefano Serusi.


Cristina Meloni lavora con gli specchi e con l’immagine del corpo riflessa: una serie di superfici, su cui è stampata una composta acconciatura, possono trasformare chiunque vi si soffermi alla ricerca di un altro da sé. Inganno dello sguardo e della mente che vede ciò che vuol vedere, l’installazione è un invito al fingimento, all’illusoria verità.

Stefano Serusi simula, nella severità dei materiali utilizzati, un ambiente modernista pensato come studio, atelier di un designer, artista o architetto. Nessun oggetto specifico lo connota: essenziali presenze fungono da indicatori di un intellettualismo raffinato che gioca con le citazioni, i rimandi, le distanze.

Più inquietante ed enigmatico l’intervento di Paolo Carta che, disposte
tre gabbie aperte in punti strategici dello spazio, ne esalta il vuoto
con un cromatismo di richiamo al suo abitante in fuga verso altri lidi. Metafore dei desideri e di istinti ingovernabili, gli innocui animali si impossessano di corpi estranei in un camaleontico bestiario contemporaneo.

Orario mostra: dalle ore 17.00 alle ore 21.00

In collaborazione con il Comune di Alghero.


File allegati

spazi d'utopia ( spazidutopia.pdf 188.20 KB )
spazi d'utopia giugno ( spazidutopia_2parte.pdf 1.82 MB )